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Consiglio dei Ministri: via libera a riforma 231, AI Act e Corte dei Conti

  • Immagine del redattore: Antonio Rosario Caiazzo
    Antonio Rosario Caiazzo
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Il Consiglio dei Ministri ha varato un pacchetto normativo di ampio respiro, che tocca tre ambiti strategici per il sistema Paese: la responsabilità amministrativa degli enti, l'attuazione del Regolamento europeo sull'intelligenza artificiale e la riforma della Corte dei Conti. A questi tre assi portanti si affiancano numerosi altri interventi settoriali, dai carburanti alla difesa, dalla qualità dell'aria alla tutela dei diritti delle persone con disabilità.

La riforma della responsabilità degli enti (d.lgs. 231/2001)

Il provvedimento di maggior peso riguarda l'aggiornamento della disciplina sulla responsabilità amministrativa degli enti, un impianto normativo che compie oltre vent'anni e che necessitava di un allineamento rispetto all'evoluzione della legislazione penale e all'ampliamento progressivo del catalogo dei reati-presupposto.

Gli obiettivi dichiarati dall'Esecutivo sono molteplici:

  • Razionalizzazione del sistema sanzionatorio, per renderlo più coerente e proporzionato;

  • Rafforzamento dei modelli organizzativi, con un ruolo più incisivo attribuito ai modelli di organizzazione, gestione e controllo;

  • Maggiore precisione nei criteri di imputazione della responsabilità in capo all'ente;

  • Coordinamento normativo con le numerose modifiche che negli anni hanno interessato il catalogo dei reati-presupposto;

  • Semplificazione procedurale, a beneficio di imprese e operatori del diritto.

Per le aziende, questo si traduce in una necessità concreta: rivedere l'adeguatezza dei propri Modelli 231 e dei sistemi di controllo interno alla luce delle novità che emergeranno con il testo definitivo. Un adempimento non più rinviabile per chi vuole mantenere efficaci gli strumenti di prevenzione del rischio penale d'impresa.

AI Act: l'Italia completa il proprio impianto normativo

Il Governo ha approvato due decreti legislativi che danno attuazione, a livello nazionale, al Regolamento (UE) 2024/1689 — il cosiddetto AI Act — in base alla delega prevista dall'articolo 24 della legge 132/2025. Con questo passaggio, l'Italia si posiziona tra i primi Stati membri a dotarsi di una cornice normativa organica di accompagnamento al regolamento europeo.

Il primo decreto definisce la governance nazionale dell'intelligenza artificiale, individuando le autorità competenti in materia di vigilanza e applicazione delle nuove regole. Il sistema di supervisione poggia su due pilastri:

  • AgID (Agenzia per l'Italia Digitale)

  • ACN (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale)

che si divideranno funzioni complementari nell'attuazione della disciplina.

Il secondo decreto entra nel merito applicativo, regolando l'impiego dei sistemi di IA in ambiti sensibili come la pubblica amministrazione, la formazione e l'attività di polizia, oltre a definire i profili di responsabilità civile e penale connessi. La finalità è garantire un'applicazione uniforme delle regole europee, tutelando in modo elevato diritti fondamentali, sicurezza e trasparenza.

Da segnalare, in questo contesto, anche la recente delibera che ha riconosciuto un preminente interesse strategico nazionale ad alcuni investimenti destinati alla realizzazione di data center sul territorio italiano — infrastrutture ritenute cruciali per lo sviluppo dell'ecosistema IA e della trasformazione digitale del Paese.

La riforma della Corte dei Conti

Prosegue anche il percorso di revisione della magistratura contabile, con l'approvazione del decreto legislativo attuativo della delega prevista dalla legge 1/2026. L'intervento riguarda una revisione complessiva delle funzioni di controllo, consultive e giurisdizionali della Corte, insieme alla disciplina della responsabilità amministrativa e del danno erariale.

L'obiettivo è duplice: rendere più efficiente il sistema dei controlli pubblici e chiarire il rapporto tra funzione di controllo e funzione giurisdizionale, così da offrire maggiore certezza sia agli amministratori pubblici sia agli operatori economici che si interfacciano con la PA.

Gli altri provvedimenti approvati

Il Consiglio dei Ministri ha inoltre esaminato una serie di misure settoriali:

Ambito

Contenuto

Carburanti

Nuove disposizioni per il monitoraggio e la trasparenza dei prezzi

PA ed enti territoriali

Misure organizzative e finanziarie per protezione civile e politiche del mare

Difesa

Interventi per il rafforzamento della capacità di difesa nazionale

Legge di delegazione europea 2026

Deleghe per il recepimento delle direttive UE

IVA digitale (ViDA)

Adeguamento alla disciplina europea su fatturazione elettronica e digitalizzazione IVA

Qualità dell'aria

Recepimento della normativa UE su riduzione dell'inquinamento

Prodotti difettosi

Aggiornamento della responsabilità civile secondo la nuova direttiva europea

Imballaggi compostabili

Adeguamento al nuovo quadro UE per l'economia circolare

Disabilità

Attuazione della Carta europea della disabilità e del contrassegno europeo di parcheggio


Il pacchetto approvato conferma un momento di intensa attività normativa, con impatti diretti su imprese, pubblica amministrazione e cittadini. In particolare, i decreti sull'AI Act e la riforma 231 richiederanno un'attenzione immediata da parte delle imprese, chiamate a verificare la conformità dei propri assetti organizzativi e di controllo rispetto al nuovo quadro regolatorio.

Fonte: Consiglio dei Ministri, 5 agosto 2026

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